Qualità e prezzi competivi la ricetta del successo.

fotoDALL'INVIATO Milano.

Hanno chiuso la giornata assaggiando i prodotti delle tavole d'Irpinia, e bevendo il Fiano d'Antiche Terre e il Taurasi di Manimurci. «Ne vale la pena», dice Viviana Vagliotti, spigliata rappresentante della Intouritaly. Lei, ed un'altra ventina di tour operator, ha avuto ieri una mattinata d'incontri con gli undici operatori irpini che avevano pacchetti pronti da vendere. «Direi che è andato tutto bene - spiega Viviana - e che si sono create le condizioni per condurre in porto quello che avevamo progettato. L'Irpinia si compra a buon prezzo, il rapporto con la qualità è elevato, e penso che nella prossima estate riusciremo a portar giù una trentina di comitive. Piace molto al nostro target di clienti la possibilità di rifugiarsi in Irpinia per una settimana a contatto con la natura, alle prese con il buon gusto». Il work shop, dunque, è stato fruttuoso per chi ha comprato. Ma anche per chi ha venduto, ovviamente. É il caso di Emma Basile, de «La porta d'Oriente», che portava l'offerta residenziale dei borghi di Castelvetere e Calitri: «Sono rimasta stupita, perchè c'erano clienti a caccia di nuovi territori meridionali. E poi la passione per l'enogastronomia irpina è giunta anche da tour operator settentrionali che solitamente fanno altri percorsi, in Piemonte e Veneto. Sì, l'Irpinia è piaciuta. Sa che cosa mi hanno chiesto alcuni tour operator? Di scendere giù nel periodo della vendemmia tardiva e trascorrere qualche giorno tra le casette della ripa di Castelvetere e le tenute vinicole di Montemarano». Un'altra possibilità è piaciuta molto agli operatori che hanno contattato gli «irpini». «Sì - conferma la Basile - solletica l'idea delle cure a base di mele, fieno ed altro. Una strada da percorrere». Francesco Ciriello, giovane e dinamico titolare di IrpiniaTour e consigliere Fiavet per Avellino e provincia, spiega anche che un'ulteriore novità potrebbe essere rappresentata «dall'inserimento nei pacchetti tradizionali «incoming» del soggiorno di un paio di giorni in Irpinia, sfruttando la baricentricità del territorio». É chiaro che in una mattina non vendi una stagione. Molti sono stati i contatti, i contratti da chiudere sono altra cosa. «Ciò che è ci ha fatto piacere - spiega Carmine Alaia, titolare del Viva Hotel - è stato il buon giudizio per la nostra terra. Che dire, speriamo che le promesse si tramutino in fatti». a.bal.