IRPINIA L’altra Campania

Monti invece di mare. Paesi e panorami che non sono mai entrati nelle canzoni, ma sono così belli da riempire occhi e cuore. Formaggi al posto degli agrumi e salumi invece della pizza. L’altra faccia della regione si scopre in provincia di Avellino, nella zona definita il “Tetto della Campania”, che prende il nome dal popolo degli Irpini. Un territorio pieno di sorprese: si scopre per esempio che Montemarano è la patria della tarantella o che a Calitri, alta su uno sperone roccioso a 600 metri, c’è un Museo di Scienza Viva di livello internazionale oppure che al posto degli alberghi tradizionali si stanno affermando quelli “diffusi”, cioè sparsi nelle case dei borghi medioevali riadattati per l’ospitalità. Ben noto invece ai cultori del vino è il fatto che i campioni più prestigiosi della regione nascono qui: in un territorio di pochi chilometri quadrati ci sono ben tre Docg (Greco di Tufo, Fiano, Taurasi) e aziende ai vertici. Un itinerario in questa porzione di Campania che si identifica con la provincia di Avellino e occupa la parte centro-orientale della regione confinando con la Puglia e la Basilicata, offre oasi di pace, aria pura e tanta genuinità.

NELLA VALLE DELL’OFANTO.
Si arriva facilmente nel capoluogo irpino, sia dall’Adriatico sia dal Tirreno, con l’autostrada A16 Napoli-Canosa-Bari. Ottime strade, come l’Ofantina, si snodano su e giù sui versanti dell’Appennino e portano a cittadine e paesi dove la storia si incarna in nobili palazzi, castelli, chiese importanti, e dove il folclore è ancora molto sentito, l’artigianato attivo. Ecco Avellino tra antico e moderno: il Duomo, la barocca Torre dell’orologio che svetta per 40 metri sul centro storico dalle viuzze intricate, i superbi palazzi, l’ex carcere borbonico con pianta a stella oggi trasformato in pinacoteca e polo culturale. L’antica Dogana, datata X secolo, indica la vocazione commerciale della città: qui si fissavano i prezzi dei prodotti agricoli che influenzavano anche i mercati napoletani e amalfitani. Ancora oggi nel capoluogo irpino la buona cucina è sovrana: come almeno due ristoranti possono testimoniare: la Maschera, più elegante e fantasioso, e l’Antica Trattoria Martella, fedele custode della tradizione. Partendo poi alla scoperta dei paesi della provincia ogni meta è buona: Bagnoli, capitale del tartufo meridionale, Sant’Angelo dei Lombardi, Montella, Atripalda, Serino... Tutti sono ben collegati e hanno qualche motivo di interesse, tutti offrono una cucina sapida e robusta, basata sulle paste fatte in casa, sui latticini e sui salumi che dai pascoli e dall’aria di montagna acquistano sapori memorabili. Una sosta obbligata è Castelvetere, sulla strada statale 400 Ofantina bis in direzione Foggia, uno dei centri più caratteristici della zona, sulle rive del fiume Calore e stretta attorno a un castello di epoca longobarda. All’entrata dell’abitato la Fontana dello Zoppo, che fin dal Medioevo offriva ristoro a chi arrivava, poi la Casa dei forni, così detta per la presenza di dieci bocche dove si cuocevano i pani secondo la tradizione di una sentitissima festività religiosa primaverile. Ma è il cuore del borgo la parte più interessante: case di pietra addossate e sovrapposte, scalette e terrazzini, porte e mura sono state recuperate e oggi offrono un esempio di quel nuovo modello di turismo che punta sui “paesi-albergo”. Diversamente dagli agriturismi, in questo caso non sono le famiglie che offrono ospitalità nelle abitazioni rurali: è l’intero borgo che si trasforma per l’ospitalità. Stanze, miniappartamenti o altre soluzioni, semplici ma confortevoli, sono disponibili per soggiorni all’insegna della libertà in un contesto affascinante. Mentre si recuperano strutture storiche, si avvia un turismo consapevole, legato al territorio e nuovo nel rapporto dei visitatori con la popolazione locale: altri tre borghi già quasi pronti sono Calabritto, Quaglietta, Volturara Irpina, e altri seguiranno.

ANDAR PER CANTINE E CASEIFICI
. La natura incontaminata che circonda i paesi, fatta di boschi immensi, di acque, di laghi, di oasi verdi dove crescono migliaia di orchidee spontanee, dove abitano la lontra e il picchio verde, è ideale per vacanze salutari, via dalla pazza folla, ma anche per gourmet in cerca di sapori autentici e prodotti unici, come certi formaggi, indescrivibili. In pochissimi chilometri da Castelvetere si sale fino a Montemarano. Alla gloria storica locale, la tarantella, se ne aggiunge una recente: la cantina di Salvatore Molettieri, ai vertici della vitivinicoltura irpina. Grande rispetto della tradizione e tecniche enologiche di avanguardia hanno portato il Taurasi Vigna delle Cinque Querce 2001 al premio di miglior rosso d’Italia 2005: è un esempio perfetto di vinificazione di uno dei più antichi vitigni italiani, l’Aglianico che piaceva al poeta latino Orazio e forse il miglior vino mai prodotto in questa zona. Grande nettare da abbinare ai formaggi e agli arrosti, è un’esperienza da mettere in conto. Ottimi il Fiano di Avellino e il Neranico, che mescola uve Aglianico e Nero d’Avola. L’azienda merita una sosta, anche perché il titolare accoglie volentieri gli appassionati e mostra con orgoglio le sue vigne e la sua famiglia. Siamo nella zona del Taurasi, primo vino Docg d’Italia, che prende il nome dal paese medioevale, dai bei portali in pietra, poco lontano, testimonianza di un’arte scalpellina fiorente ancora oggi, che si ritrova un po’ ovunque. Ma Montemarano non ha esaurito le sue attrattive: il piccolo Caseificio Corrado produce un caciocavallo che è da solo un premio. Le donne che lavorano alla cagliata, alla porzionatura e alla forma sono uno spettacolo di forza e di destrezza che resta negli occhi. Da non perdere, a un solo chilometro e mezzo da Montemarano, è Paternopoli, su una collina fitta di vigneti, ulivi e frutteti. L’interesse qui è soprattutto gastronomico. Il Ristorante Megaron brilla per il talento di una giovane chef, Valentina Martone, che rielabora con maestria le materie prime del territorio e le ricette tradizionali, seleziona formaggi e bottiglie, insomma è più di una promessa. Nella sua carta dei vini non manca il superbo Rosso Cupo di Manimurci, da uve Aglianico. L’azienda, che raccomanda anche i suoi bianchi corposi e minerali, è proprio qui a Paternopoli e si può visitare. Siamo vicini a Montella, centro ricco di storia e di edifici religiosi, ma soprattutto città del castagno e della castagna Igp. I castagneti che la circondano offrono paesaggi di profonda suggestione e nel tempo di raccolta e lavorazione varie aziende aprono le porte per far conoscere l’antica essiccazione dei frutti su “gratali” alimentati da legna di castagno. Tra le specialità, le castagne “del prete”, dal gusto dolce affumicato. Ricca la gamma di delizie sottovetro, dolci caratteristici, farina di castagne e confetture di varie aziende locali. Non lontano è il Lago Laceno, dove d’inverno si scia e d’estate si fanno trekking, equitazione e gite magnifiche. Al rifugio in vetta, si gusta fra l’altro il tartufo nero di Bagnoli Irpino, i funghi e altri prodotti del sottobosco.

PANORAMI E SAPORI
. Famoso un tempo solo come patria del politico democristiano Ciriaco De Mita, Nusco è un altro dei paesini dell’Irpinia da visitare, sullo spartiacque fra la valle dell’Ofanto e quella del Calore. Stradine tortuose e lastricate, gradinate, lampioni, botteghe artigiane, bei palazzi dai portali eleganti, ferri battuti, stemmi: una passeggiata dà l’idea di una civiltà e una cultura antiche, ma improvviso si apre il panorama e la definizione di “balcone dell’Irpinia” prende vita in una visione mozzafiato. Tornando sulla statale 400 in direzione Lioni, 36 km portano a Calitri, piccola perla dell’Irpinia, per l’impasto di storia, tradizioni artigianali, posizione e progetto. Subito colpisce la disposizione delle case allineate sullo sperone che si affaccia sulla valle e sale deciso, con larga curva, al culmine, il Borgo Castello. Questo antichissimo nucleo, molto ampio e fitto di costruzioni in pietra, di viuzze sulle quali si aprono loggette, arcate panoramiche e cavità profonde, una volta rifugi, poi depositi, è in fase di ristrutturazione e risanamento. Il progetto è grandioso. La vista da lassù spazia su uno scenario emozionante, che va dai Monti Picentini a quelli della Basilicata, vicinissima, e in lontananza alla Puglia. In parte il borgo, che testimonia millenni di civiltà, è abitato e si percorre con continue sorprese. Botteghe, atelier di artisti del legno, un primo nucleo del futuro museo della ceramica sistemato in spazi affascinanti e con pezzi di ogni epoca, palazzi nobiliari come il maestoso Palazzo Zampaglione, con appartamentini rimessi a nuovo pronti all’ospitalità, avamposto di un futuro paese-albergo. In via Tazzoli, merita una sosta la degusteria Di Cecca in grotta, annessa al locale di stagionatura dei formaggi: le condizioni microclimatiche consentono un invecchiamento ideale, che dà al caciocavallo cuore soffice e sapore intenso. L’abitato di Calitri si sparge poi più moderno e largo, ma sempre composto, sotto l’ala del castello. Da visitare, oltre ai laboratori di ceramica e alla Scuola d’Arte che offre una selezione di ricami e oggetti in legno dell’artigianato locale, c’è la mostra “ScienzaViva - Le ruote quadrate”, una rassegna curiosa e divertente di esperimenti interattivi con la luce, i pesi, l’acqua, la fotografia, le bolle di sapone. E per dire addio, anzi arrivederci, una foto: accanto alla chiesetta di Santa Lucia la più bella veduta di Calitri.

UNA REGIONE, UN VINO
Fiano di Avellino

Il Fiano è stato da sempre considerato uno dei più nobili vitigni italiani a bacca bianca. La sua più antica citazione in un documento ufficiale è in un registro degli acquisti della corte di Federico II della prima metà del XIII secolo. Fin da allora era un vitigno pregiato se fa fede un’ordinanza della fine del Duecento del re di Sicilia Carlo II d’Angiò in cui veniva imposto di procurare 16.000 viti di Fiano per la vigna del re. La zona di produzione per eccellenza - per l’armonia esistente tra il clima e il vitigno - è stata identificata dai testi di Bella Bona (1656) in quella di Apia, l’odierno comune di Lapio, dove ancor oggi si concentrano i migliori vigneti di questo vitigno le cui antiche origini sono oggetto di dibattito tra chi sostiene una provenienza greca - a opera dei Pelasgi che stabilitisi nella zona la chiamarono Apia dall’antico nome del Peloponneso - e chi attribuisce al vitigno un’origine latina essendo Latino l’altro nome con cui era conosciuto l’Apiano o Fiano. Salvatore Longo

DOVE MANGIARE
La Maschera
Rampa San Modestino 1, Avellino
Tel. 082537603
Chiuso lunedì e domenica sera. Ambiente elegante, servizio accurato, ottima cantina, cucina creativa con proposte classiche come l’agnello con puré di patate al finocchietto e altre sorprendenti come la metamorfosi della parmigiana e la pastiera destrutturata.
Prezzo medio: 50 €.

Antica Trattoria Martella
Via Chiesa Conservatorio 10, Avellino
Tel. 0892531117 o 082532123
Chiuso lunedì e domenica sera. Piatti tradizionali ormai rari come i bucatini al soffritto e gli gnocchetti allardiati. Formaggi e salumi della migliore produzione irpina.
Prezzo medio: 25 €.

Megaron
Via Neviera 11, Paternopoli (Av)
Tel. 082771588
Chiuso lunedì. Regno della giovane chef Valentina Martone, il ristorante si raccomanda per il livello generale, la varietà dei pani, la pasticceria e per la ricerca dei prodotti, soprattutto formaggi e vini.
Prezzo medio: 30 €.

Il gastronomo Fraz. Ponteromito
Via Nazionale 77a, Montemarano (Av)
Tel. 082767009
Chiuso mercoledì. Gli antipasti offrono assaggi dei migliori prodotti della zona: prosciutto di Venticano, tartufo nero di Bagnoli, porcini di Acerno. Tipiche le paste fatte a mano, come la maccaronara e gli scecolatielli, conditi con ragù o con pomodoro e funghi. Da non perdere i formaggi: pecorino di Carmasciano, bocconcini, ricotta.
Prezzo medio: 30 €.

DOVE DORMIRE
Agriturismi
Tenuta Marvin

Castelvetere, Avellino
Tel. 082765267
In piena campagna, attorno al fiume Calore, sistemazione semplice, tranquilla, possibilità di gustare cucina tipica.
B&B da 30 € a persona.

La Follonella
Via San Francesco, Montella (Av)
Tel. 082761795
www.lafollonella.it
Struttura nel verde, 3 stanze, 5 posti letto, aperta tutto l’anno su prenotazione. Accanto, l’azienda agricola e zootecnica dei proprietari, con caseificio. Mozzarelle, fiordilatte, caciocavalli, caciotte, ricotte mantecate, burrini, scamorze.
Prezzo: 20 € a persona con prima colazione.

Valle Ofanto
Strada statale Ofantina km 23, Rapone (Pz)
Tel. 097696314; 3351362128
Appena varcato il confine tra Campania e Basilicata, una struttura accogliente, con camere doppie da 55 €. C’è anche un ottimo ristorante affacciato sulla valle che propone anche piatti tipici: da non perdere le cannazze, pasta condita con ragù e la vrasciola, un goloso involtino.
Prezzo medio: 20 €.

Casa vacanza
Corso Garibaldi 174, Calitri (Av)
Tel. 0827318718; 3348423372
www.portadoriente.org
Un confortevole alloggio, completamente arredato e attrezzato, nel vecchio borgo. Si affitta a giornata, week-end, settimane o anche periodi più lunghi. È possibile essere totalmente autonomi (disponibile una serie di servizi come spesa o cuoca a casa), oppure mangiare alla vicina Locanda dell'arco.
Prezzo: 35 € a persona con prima colazione.

Borgo di Castelvetere
Via Castello 1, Castelvetere (Av)
Tel. 082765786
www.borgodicastelvetere.it
L’antico borgo offre 18 alloggi indipendenti e ben attrezzati per un totale di 40 posti letto. Possibilità di soggiorni a tema, weekend, corsi di cucina tipica e attività artigiane.
Una notte in B&B costa 35 € a persona.

Bed &Breakfast Palazzo Zampaglione, Calitri (Av)
Tel. 082738006
I proprietari dell’aristocratico palazzo, che ha persino una cappella privata settecentesca, mettono a disposizione degli ospiti due camere doppia a 120 € con prima colazione. Tutto è curato personalmente dalla padrona di casa.

DOVE COMPRARE
Aziende vitivinicole
Salvatore Molettieri
Contrada Iampenna 36, Montemarano (Av)
Tel. 082763424; 082763722
www.salvatoremolettieri.it
Tra i vini in vendita: i bianchi Fiano di Avellino e Greco di Tufo, i rossi Aglianico, Neranico e soprattutto il Taurasi Cinque Querce. Visita su prenotazione.

Manimurci
Via Casale 9 bis, Paternopoli (Av)
Tel. 0827771013
www.cantinemanimurci.com
I tre grandi vini della zona in questa azienda modello, aperta ai visitatori. Assaggi e acquisti.

Prodotti tipici
Caseificio Corrado

Via San Francesco, Montemarano (Av)
Tel. 082763093; 3293179438
Formaggi di famiglia: un caciocavallo eccezionale e altri gioielli. In pochi metri quadrati, qualità alle stelle.

Az. Agricola Di Cecca
Contrada Serra Ferrara, Calitri (Av)
Tel. 082734947
Formaggi e latticini come la deliziosa ricotta. Ma il vero protagonista è il Caciocavallo stagionato in grotta negli ambienti scavati sotto il borgo medioevale, dove umidità e temperatura sono ideali.

Gigliola Perrotta
Contrada Baruso, Montella (Av)
Tel. 0827601588
Lavorazione tipica delle castagne e ricca scelta di prodotti: dalle squisite castagne del prete, a guscio morbido e gusto affumicato, a castagne sotto rum.

Malerba
Via Verteglia 104, Montella (Av)
Tel. 082761240
Azienda biologica, da cinque generazioni della stessa famiglia. Da non perdere le nocciole tostate al miele di castagno. Azienda Basso Fedele Via Nocelletto 28 San Michele di Serino (Av) Tel. 0825595781 Per acquisti dell’ottimo olio di oliva prodotto in Irpinia.